RISVEGLI NOTTURNI A 6 MESI

Quando un bambino comincia a dormire tutta la notte i genitori finalmente traggono un sospiro di sollievo, tuttavia intorno ai 6 mesi è possibile che il piccolo ricominci a svegliarsi nel corso della notte.

Intorno ai 6 mesi il bambino vive l’ansia da separazione. Teme che, quando si addormenterà, al risveglio non troverà più la mamma: è ancora troppo piccolo per capire che si tratta di una separazione temporanea. L’ansia da separazione potrebbe inoltre rendere più lunga anche la fase di addormentamento.

  • I bambini che attraversano questa fase possono presentare questi comportamenti:
  • Si svegliano e piangono una o più volte nel corso della notte,
  • Piangono quando mamma o papà escono dalla stanza,
  • Rifiutano di andare a dormire senza un genitore vicino

In questa delicata fase di crescita è molto importante che mamma e papà dedichino cura e attenzioni alle ultime ore prima di andare a nanna. E’ importante che il rituale della buona notte sia tenero, ricco di attenzioni e coccole, è necessario prendersi il tempo necessario per cambiare il pannolino, mettere il pigiama, cantare una ninna nanna, ripetergli una frase della buona notte o dargli un bacio.

Quando il bambino si sarà rilassato e sarà tranquillo mamma e papà potranno lasciare la stanza permettendogli così di addormentarsi da solo. Nel corso della notte se il bambino si sveglierà il genitore dovrà andare da lui, calmarlo, rassicurarlo, permettendogli nuovamente di addormentarsi da solo.

L’atteggiamento del genitore deve essere calmo e fermo, solo così il bambino capirà poco alla volta che quando è buio non si gioca, ma si dorme!

E’ importante che il bambino non si senta abbandonato, quindi va consolato quando ha paura o si sente insicuro, tuttavia è fondamentale che possa sperimentare e trovare delle strategie per addormentarsi da solo. Mamma e papà possono sostenerlo in questa ricerca.

Può inoltre essere d’aiuto tenere una lucina per la notte e durante il giorno, giocare a bubu-settete (nascondendosi per un istante il volto con le mani per poi tornare a farlo vedere): insegna pian piano al bambino che anche se qualcosa non si vede quel qualcosa c’è lo stesso, e ricomparirà (compresa la mamma).