Migliorare il sonno di neonati e bambini

Se stai leggendo questa pagina probabilmente tuo figlio non dorme, non comprendi per quale motivo si svegli più volte di notte o faccia fatica ad addormentarsi, mentre tu non riesci a ricaricare le energie.

Per prima cosa vorrei condividere con te una considerazione di carattere generale:i bambini per crescere serenamente hanno bisogno di sentire che mamma e papà ascoltano i loro bisogni.

Esiste una sincronia affettiva che permette al bambino di fidarsi degli adulti, riconoscendoli come coloro che lo aiutano a crescere. I bambini per diventare autonomi e indipendenti, per poter sperimentare nuovi comportamenti devono sentirsi amati, necessitano di calore, attenzione e fiducia: solo così potranno sperimentare che la separazione è solo in parte spaventosa.

Questo bisogno di essere compresi ed ascoltati e rassicurati è maggiore nel corso della notte, quando il buio ed il silenzio possono essere fonte d’ansia e paura. Quando il bambino dorme, ha bisogno di sentirsi al sicuro e perché ciò accada deve sperimentare con continuità che le persone che si prendono cura di lui sono sempre disponibili.

In questa sezione puoi trovare informazioni e consigli sul sonno di neonati e bambini ma ricorda che i motivi per cui tuo figlio non riposa bene possono dipendere da cause fisiche, psicologiche o da strategie di addormentamento inadeguate. A questo si aggiunge la personalità del piccolo.

È dunque sempre importante individuare l’insieme di motivi che possono causare un sonno agitato e valutarne l’importanza.

Se non riesci a risolvere le difficoltà di sonno del tuo bambino con gli strumenti che trovi in questa sezione, puoi approfondire la situazione con un colloquio personalizzato con il mio servizio di consulenza sul sonno dei bambini.

Come aiutare neonati e bambini a dormire meglio?

Se desideri aiutare tuo figlio a riposare bene per prima cosa devi conoscere come funziona il suo sonno.

Il sonno si divide in cicli (è dunque sbagliato pensare che il sonno sia continuo) e ogni ciclo ha la durata di:

  • 50 – 60 minuti per i neonati
  • 90-120 minuti per i bambini più grandi e per gli adulti.

I 60 minuti che compongono il ciclo del sonno di un bambino sono divisi in 2 fasi:

  1. Fase REM
  2. Fase nonREM

Alla nascita, il sonno REM rappresenta circa il 50% del totale, dai 3-6 mesi inizia a diminuire, fino a coprire il 25% verso l’anno. Intorno ai 6 anni (come negli adulti) è circa il 20% del sonno totale.

1) Fase REM o sonno ” attivo”. Cosa succede a tuo figlio?

Durante il sonno REM, il nostro cervello è attivo è la fase in cui compaiono i sogni, la respirazione e la frequenza cardiaca sono irregolari. Il sonno può apparire agitato, il bambino può aprire e chiudere gli occhi, lamentarsi, muoversi ed è il momento in cui è più facile che si svegli poiché il suo sistema nervoso non è ancora maturo ed è poco efficace nel bloccare i segnali che partono dal cervello in direzione dei muscoli. Inoltre il piccolo, non ha ancora sviluppato un sistema che lo protegga dai rumori esterni e dalle sensazioni interne, per cui è molto probabile che, in questa fase, possa svegliarsi.

PS Osserva tuo figlio, potresti pensare che sia sveglio ma in realtà sta continuando a dormire, è in fase REM!

2) Fase NON REM o sonno “profondo”

La fase NRem è suddivisa in 4 sotto fasi, da 1 a 4, a seconda della profondità del sonno (la 4 è il sonno più profondo).

Fino ai 3-4 mesi di vita, il sonno profondo dei neonati presenta solo le fasi 1 e 2, non sono presenti le fasi 3 e 4, per questo motivo è veramente difficile che, prima dei quattro mesi, un bimbo dorma profondamente!

Durante gli stati profondi del sonno, aumenta l’afflusso di sangue ai muscoli, viene ripristinata l’energia e vengono rilasciati gli ormoni responsabili della crescita e dello sviluppo.

PS. Quando il tuo bambino è in fase NREM il suo corpo è pesante, il respiro è rallentato, il corpo è immobile. Questo è il momento di metterlo nella sua culla!

Nel passaggio tra un ciclo del sonno e quello successivo i bambini possono svegliarsi e richiedere l’aiuto di mamma e papà per riprendere sonno.

I genitori possono incoraggiare e sostenere i figli a sviluppare nuove strategie per riaddormentarsi da soli a partire dai 6-7 mesi di vita del bambino.

Il sonno è molto importante per la crescita, in particolare:

  • Favorisce lo sviluppo cerebrale (in fase REM si costruiscono percorsi neurali che in seguito porteranno allo sviluppo del linguaggio),
  • Consolida la memoria e tutto ciò che il piccolo apprende durante il giorno;
  • Stimola la secrezione dell’ormone della crescita;
  • Rafforza il sistema immunitario;
  • Consente all’organismo di rallentare e al cervello di “ripulirsi” dalle tossine accumulate durante la veglia.

Il sonno del neonato (0-3 mesi)

I neonati dormono dalle 10,5 alle 18 ore al giorno in modo irregolare con periodi che variano da una a tre ore, sia giorno che di notte, si svegliano spesso in quanto hanno bisogno di essere nutriti, cambiati e soprattutto rassicurati e protetti. Il tuo bambino, che fino a poco prima era al sicuro e al caldo nelle tua pancia, ha bisogno di sentirti vicina, altrimenti si spaventa e piange. Con il pianto richiama l’attenzione e la cura di mamma e papà, solo in questo modo si garantisce la sopravvivenza.

Grazie a queste cure, che chiameremo prossimali, la mamma aiuta il bambino a regolare i suoi parametri vitali, come la respirazione, la temperatura corporea, la produzione degli ormoni dello stress. Il bambino attiva le cure prossimali, svegliandosi e richiamando la madre, di giorno e di notte!!!!!

Inoltre dentro l’utero, il bambino è cullato dai movimenti materni e l’acqua in cui è immerso attutisce ogni colpo. Ogni volta che il bambino si muove, ha la possibilità di trovare e sentire un confine e quindi non sperimenta mai il vuoto intorno a sé. Con il passare dei mesi questo luogo diventa sempre più su misura, dando così la possibilità alla creatura di sentirsi abbracciata in ogni parte del suo corpo.

Quando un bambino è appena nato non percepisce appieno il proprio corpo, nel senso che non sente dove inizia e dove finisce. Solo tramite il contatto con gli adulti può sentire di essere un’unità delimitata. Ecco perché i neonati si addormentano e dormono meglio se sono a contatto (mentre se li mettiamo nella culla piangono), hanno bisogno di sentire dei confini fisici, hanno bisogno di contenimento!

Quindi quando prendi in braccio tuo figlio, dormi insieme a lui, lo porti in fascia, rispondi velocemente al suo pianto, non lo stai viziando, stai rispondendo ad un bisogno fondamentale: quello di sentirsi al sicuro e contemporaneamente gli permetti di sviluppare fiducia in te.

Ricorda: il bisogno di vicinanza e contatto il bambino lo vive sia di giorno che di notte ed è proprio nel corso della notte, quando la casa è immersa nel silenzio, senza rumori o stimoli in grado di rassicurarlo, che il bambino sentirà maggiormente la paura della solitudine e dell’abbandono.

Il co sleeping (condividere la stanza durante il sonno) può essere una buona risposta al bisogno di vicinanza del bambino

Tra i genitori e tra gli esperti c’è chi sostiene e chi respinge questa scelta. Le opinioni sono contrastanti e spesso mamme e papà si trovano combattuti nello scegliere “la soluzione migliore”.

Personalmente credo sia importante ascoltare e condividere i bisogni della coppia, comunicare, osservare il proprio bambino e scegliere come rispondere alle sue esigenze. Non credo esistano soluzioni adatte a tutti, non penso ci siano regole uniche così come per il resto delle questioni: scelta degli orari, condivisione o meno dei pasti, cosa mangiare, chi frequentare, quale asilo scegliere etc.. Se non sentite vostra quella scelta, non riuscirete a far star bene il vostro cucciolo.

Qualunque scelta facciate ricordate di garantire al vostro bambino un sonno sicuro!

Co sleeping e bed sharing

Dormire insieme significa essenzialmente dormire in prossimità del bambino. Potrebbe essere nello stesso letto o semplicemente nella stessa stanza. Alcune soluzioni adottate dalle famiglie:

  • I genitori dormono nello stesso letto con il bambino
  • Disposizione Sidecar: attaccare saldamente la culla (es. next to me) su un lato del letto dei genitori, accanto alla madre. Tre lati della culla sono chiusi, ma il lato accanto al letto dei genitori viene abbassato o rimosso in modo che madre e bambino abbiano un facile accesso reciproco.
  • Letti diversi nella stessa stanza: avere la culla a portata di mano o semplicemente nella stessa stanza; preparare un materasso o un lettino per il bambino più grande sul pavimento accanto o ai piedi del letto dei genitori.

Vantaggi del sonno condiviso

Dormire insieme non è la soluzione migliore per ogni famiglia, ma può avere molti vantaggi:

  • I genitori spesso dormono di più
  • Il bambino si agita e quasi si sveglia quando ha bisogno di essere allattato, ma dal momento che è proprio accanto alla mamma, la mamma può allattare al seno prima di svegliarsi completamente
  • L’allattamento al seno durante la notte è più facile quando il bambino è vicino
  • L’allattamento al seno durante la notte aiuta a mantenere l’apporto di latte
  • Dormire nella stessa stanza del bambino riduce il rischio di SIDS del 50%
  • Nessuna ansia da separazione notturna
  • Meno problemi ad addormentarsi
  • È bello svegliarsi accanto a un bambino sorridente!

Creare una zona notte sicura per il tuo bambino

Qualsiasi superficie il bambino utilizzi per dormire (compresi lettini per bambini, superfici per pisolini o letti per adulti) deve essere sicura:

  • Il bambino dovrebbe essere messo sulla schiena per dormire
  • La superficie del sonno dovrebbe essere solida. Non mettere un bambino su un materasso ad acqua, un cuscino, una pelle di pecora o qualsiasi altra superficie morbida per dormire
  • La biancheria da letto deve essere aderente al materasso
  • Il materasso deve essere aderente alla testiera e ai piedi del letto (o ai lati del lettino)
  • Non ci dovrebbero essere cuscini larghi, animali di peluche o coperte morbide vicino al viso del bambino
  • Non ci dovrebbe essere spazio tra il letto e la parete adiacente dove il bambino potrebbe rotolare e rimanere intrappolato
  • I bambini (con o senza un adulto) non devono mai dormire su un divano, un futon, una poltrona reclinabile o altra superficie dove possono scivolare in una fessura o incastrarsi contro lo schienale della sedia/ divano / ecc.

La sicurezza quando condividi il letto

La condivisione del letto è solo uno dei modi in cui una famiglia può dormire insieme, ma è spesso scelta dalle madri che allattano. Uno dei maggiori problemi relativi alla condivisione del letto è la sicurezza. Se decidete di praticare il co sleeping vi consiglio di leggere le linee guida sul sonno sicuro.

Inoltre:

  • I bambini prematuri o con un basso peso alla nascita sembrano essere maggiormente a rischio quando condividono il letto, ma traggono grandi benefici dal dormire vicini alla mamma anche se su una superficie diversa
  • Non dormire con il bambino se sei attualmente un fumatore o se hai fumato durante la gravidanza – questo aumenta notevolmente il rischio SIDS
  • Non dormire sulla stessa superficie del bambino se sei troppo stanco o hai ingerito alcol/sedativi/droghe (o qualsiasi sostanza che ti renda meno consapevole) (altro)
  • Il bambino sembra essere più sicuro quando dorme accanto alla madre che allatta
  • I fratelli maggiori o altri bambini non dovrebbero dormire con bambini di età inferiore a un anno
  • Non coprire il bambino durante la condivisione del letto. Il bambino potrebbe surriscaldarsi (che è un fattore di rischio per SIDS) e non è in grado di spostare le coperte dal viso o usare braccia e gambe per richiamare un adulto troppo vicino
  • I capelli molto lunghi devono essere legati in modo che non si attorciglino intorno al collo del bambino
  • Un genitore che ha un sonno eccezionalmente profondo o un genitore estremamente obeso dovrebbe considerare di non dormire nello stesso letto con suo figlio
  • L’American Academy of Pediatrics afferma: “Si consiglia la condivisione della stanza senza la condivisione del letto: è stato dimostrato che questo accordo riduce il rischio di SIDS fino al 50%”.

Alcuni consigli per migliorare il sonno del neonato

Se lo desideri puoi sperimentare i consigli che leggerai qui di seguito ma ricorda che ogni famiglia è a sé così come ogni bambino e ciò che funziona per alcuni non funziona o non piace ad altri.

Osserva tuo figlio, il suo temperamento, ascolta anche i tuoi bisogni e poi metti in pratica ciò che ritieni più adatto al momento che state vivendo!

Se la situazione non migliora puoi richiedere un colloquio personalizzato

Metti a nanna il tuo bambino ai primi segnali di stanchezza

Il tempismo è fondamentale!

E’ importante sintonizzarsi con i ritmi biologici del bambino. La sera, quando tuo figlio è stanco, i livelli di melatonina (dal 3° mese di vita) nel suo cervello sono elevati e il suo corpo scivola in un dolce rilassamento.

Se però aspetti troppo a lungo, tuo figlio sarà troppo stanco e il suo cervello inizierà a rilasciare ormoni dello stress come il cortisolo e l’adrenalina e i livelli di melatonina diminuiranno. Questo renderà difficile la fase di addormentamento e potrà causare risvegli precoci.

Quindi fai attenzione ai segnali di stanchezza del bimbo: quando il tuo piccolo è fermo, tranquillo, disinteressato a ciò che lo circonda e guarda nel vuoto, la melatonina sta raggiungendo il picco nel suo sistema nervoso ed è ora di andare a letto!

Elimina il suono … con il suono (da 0 a 6 mesi)
Un ambiente buio e una macchina per il rumore bianco attutiscono il rumore e la luce dall’esterno e rendono l’ambiente simile al grembo materno.
La metà del sonno di un neonato è di tipo REM. La fase del sonno leggero in cui è molto facile che anche piccoli rumori possano svegliarlo: il tuo telefono che squilla in salotto, parli troppo forte, ti cade un oggetto.
Ma è meno probabile che ciò accada se usi una macchina per il rumore bianco, perché il suo suono coprirà qualsiasi altro rumore.
Alcune hanno un timer, altre rimangono accese tutta la notte, altre ancora si attivano quando il bambino si muove nella culla.
Provate il volume con una persona che sta fuori dalla stanza, la macchina dovrebbe attutire la voce ma non annullarla completamente.
I rumori bianchi sono indicati per i bambini nei primi mesi di vita.

Fascia il neonato (dalla nascita fino a quando non inizia a rotolare)
In inglese la fasciatura del neonato è chiamata “Swaddling” ed è l’antica pratica di avvolgere il bambino in una coperta sottile per aiutarlo a sentirsi al sicuro.
Molte culture hanno usato per secoli la fasciatura per aiutare i bambini a sentirsi più a loro agio e per dormire meglio. Inoltre fasciare un bambino troppo stimolato lo aiuta a rilassarsi e a calmare un pianto eccessivo.
Che tu scelga di fasciare il tuo bambino oppure no è importante conoscere rischi e benefici di questa pratica.

Quali sono i vantaggi di fasciare il bambino?

  • Tuo figlio verrà disturbato meno dal riflesso di Moro e dunque, diminuendo gli scatti di braccia e gambe, potrà dormire più a lungo.
  • La fasciatura ricrea quella sensazione di sicurezza che il tuo bambino provava nella tua pancia, quando aveva poco spazio per muoversi. Sentirsi “trattenuto” e avvolto può aiutarlo a calmarsi, quindi potresti scoprire che fasciare il tuo bambino lo aiuta a piangere meno.

Quali sono i rischi di fasciare il bambino?

  • La fasciatura troppo stretta può influire sulla sua mobilità e sullo sviluppo. Se le gambe sono tenute premute insieme e bloccate verso il basso, è più probabile che il bambino presenti problemi ai fianchi (displasia dell’anca). Quindi, quando lo fasci assicurati di dargli spazio per muovere gambe e piedi e, in particolare, spazio per piegare le gambe
  • Potresti aver letto che la fasciatura aumenta il rischio di SIDS. Tuttavia, le ricerche suggeriscono che l’aumento del rischio è legato a tecniche di fasciatura non sicure, come mettere i bambini a dormire sulla pancia o usare lenzuola o coperte spesse, piuttosto che alla pratica stessa
  • Gli esperti raccomandano (se hai intenzione di fasciare il tuo bambino) di farlo fin dalla nascita. Non introdurre la fasciatura a due a tre mesi, a quel punto, il tuo bambino avrà imparato a dormire senza fasce, quindi un cambiamento nelle sue abitudini potrebbe renderlo più vulnerabile
  • Smetti di fasciare tuo figlio non appena mostra segni di rotolamento su un fianco o sulla pancia
  • Se pratichi il co bedding è più sicuro non fasciare il bambino, potrebbe surriscaldarsi
  • Non coprire il collo o il viso del bambino con il lenzuolo

Se decidi di fasciare tuo figlio, fallo ogni volta che dorme, di giorno e di notte, in modo che acquisisca familiarità con la sensazione di essere avvolto.

Rilassa il tuo bebè
Nel corso della prima settimana di vita tuo figlio probabilmente dormirà a lungo, ma dopo circa due settimane, potrebbe essere più difficile per lui abbandonarsi al sonno quindi, appena lo vedi assonnato o nervoso, potresti cominciare a calmarlo, cullandolo, tenendolo in braccio. Se aspetti che si lamenti, piagnucoli o pianga proprio, sei davvero in ritardo!
Un bambino troppo stanco farà sia fatica ad addormentarsi, che a rimanere addormentato! Il neonato ha tempi di veglia brevi, poiché si stanca facilmente! Osserva il tuo bambino per intervenire prontamente quando mostra i primi segnali di stanchezza.
I movimenti della mamma cullano il piccolo così come quando era nella tua pancia.
Nei primi 3/4 mesi i bambini hanno bisogno della mamma per addormentarsi, è una condizione del tutto naturale e va accompagnata, con il tempo potrai proporre a tuo figlio nuove strategie di addormentamento superando anche le associazioni tra aiuti esterni e sonno.
Dai 6 mesi circa, questi suggerimenti possono creare delle associazioni negative con il sonno del piccolo.
Questo significa che il bambino avrà sempre bisogno di te per ritrovare l’ambiente in cui si è addormentato. Diventi il suo “cuscino” e quando si sveglia durante le transizioni del sonno (che tutti noi abbiamo!) e il suo “cuscino” è sparito, non sa come tornare a dormire. Quindi, la chiave è consentirgli di andare a dormire nello stesso modo in cui si sveglierà durante tutta la notte. Se si sveglia brevemente e sei “scomparso” o il movimento si è fermato si sveglierà di più e dovrà chiamarti per essere “aiutato” ancora una volta.

Puoi proporre a tuo figlio nuovi modi per addormentarsi solo dopo i 6 mesi di età.

Giorni luminosi/notti buie
Forse sei tentata fin da subito di far dormire sempre il tuo bebè al buio per favorire il suo sonno, in realtà per aiutarlo a differenziare il giorno dalla notte, ti consiglio di farlo dormire in una stanza semibuia di giorno e buia la notte.
La luce è ciò che spinge i nostri occhi a dirci di stare svegli anche se è ora di dormire!

La routine è fondamentale
Se non avete ancora avviato una routine della buonanotte, questo è il momento per farlo: il rito serale viene percepito dal bambino come una rassicurazione.
Rituali della buonanotte sempre uguali a se stessi e gesti che si ripetono giorno dopo giorno aiutano il bambino a raggiungere una condizione di relax che favorisce il sopraggiungere del sonno.
Non possiamo insegnare ai nostri bambini a dormire, ma possiamo accompagnarli in modo sereno a questo momento, che per loro è abbandono e fiducia, coccole e profumo di mamma e papà.

La routine del neonato

Una routine molto semplice e flessibile rassicura il bambino e da ai genitori una sensazione di maggior controllo rispetto a ciò che stanno vivendo.

Non è possibile stabilire degli orari rigidi, nei primi mesi è meglio procedere lentamente, conoscersi e capire cos’è meglio per il bambino e per te. E’ importante essere flessibili rispetto agli orari delle poppate e della nanna, tuttavia puoi proporre a tuo figlio le stesse attività, nello stesso ordine ad esempio:

  • Mangiare
  • Stare un po’ sveglio (farsi le coccole, cambiare il pannolino, calciare la copertina)
  • Dormire

Possono essere sufficienti circa 10-20 minuti di attività. Alcuni neonati si stancano dopo essere stati svegli per circa 1 ora e mezza.

Fai sempre attenzione ai segnali di stanchezza di tuo figlio, leggi il linguaggio del suo corpo per vedere quando è il momento di smettere la fase dedicata all’attività per metterlo a dormire.

Il sonno dai 4 agli 11 mesi

A sei mesi, il numero delle poppate notturne di solito diminuisce sensibilmente e molti bambini cominciano a dormire tutta la notte; Il 70-80% lo farà entro i nove mesi di età. I bambini di solito dormono da 9 a 12 ore durante la notte e fanno un pisolino da 30 minuti a due ore, da una a quattro volte al giorno.

Quando i bambini vengono messi a letto e sono sonnolenti ma non addormentati, hanno maggiori probabilità di riuscire ad addormentarsi in modo indipendente anche nel corso della notte. Coloro che non hanno allenato questa capacità continueranno a richiedere l’aiuto di mamma e papà per addormentarsi. Per acquisire questa capacità sono indispensabili il sostegno e la presenza dei genitori.

I bambini, inoltre, durante il loro sviluppo, attraversano delle regressioni del sonno ( 4- 8- 12- 18 mesi e ai 2-3 anni). La regressione descrive un periodo di tempo in cui il bambino che dormiva bene inizia improvvisamente a svegliarsi di notte, facendo brevi sonnellini e/o saltando i sonnellini senza un motivo apparente. I genitori spesso sono colti alla sprovvista da questi cambiamenti. Si tratta di veri e propri scatti di crescita, momenti in cui il bambino si trova alle prese con importanti conquiste rispetto al suo sviluppo, motorio, cognitivo ed emotivo.

Il sonno a 1-2 anni

I bambini hanno bisogno di circa 11-14 ore di sonno. Intorno ai 18 mesi, faranno un solo riposino da 1 a 3 ore circa. I pisolini non dovrebbero essere vicini all’ora della nanna serale poiché potrebbero ritardare la fase di addormentamento.

Verso i 2 anni il tempo di veglia si allunga, molti bambini cominciano a ricordare meglio i loro sogni e sono in grado di raccontarli, iniziano inoltre ad avere veri e propri incubi.

A livello emotivo il bambino sta affrontando tappe importanti come l’utilizzo del vasino, il passaggio ad un letto più grande o in una stanza tutta sua, l’arrivo di un fratellino o di una sorellina, l’inserimento al nido.

Il sonno dai 3 ai 5 anni

I bambini in età prescolare dormono 11-13 ore circa e la maggior parte non fa un pisolino dopo i cinque anni. Come per i bambini piccoli, le difficoltà ad addormentarsi e svegliarsi durante la notte sono comuni. Con l’ulteriore sviluppo dell’immaginazione, i bambini in età prescolare sperimentano comunemente paure e incubi notturni. Inoltre, il sonnambulismo e il pavor notturno raggiungono il picco durante questa fase.

Alcuni consigli per migliorare il sonno del bambino

Se lo desideri puoi sperimentare i consigli che leggerai ma ricorda che ogni famiglia è a sé così come ogni bambino e ciò che funziona per alcuni non funziona o non piace ad altri.

Osserva tuo figlio, il suo temperamento, ascolta anche i tuoi bisogni e poi metti in pratica ciò che ritieni più adatto al momento che state vivendo!

Se la situazione non migliora puoi richiedere un colloquio personalizzato

Mettilo a nanna dove dovrà passare la notte
Spesso i bambini vengono fatti addormentare sul divano o nel lettone e poi spostati nel loro lettino, e questo può confonderli: svegliandosi di notte in un luogo diverso da quello in cui si sono addormentati, potrebbero sentirsi spaventati e spaesati, e tutto ciò renderà più difficile il ri addormentamento.

Osservalo nella quotidianità e trascorri del tempo con lui
A tal proposito, eventuali difficoltà e problemi del sonno ci daranno molte informazioni sul modo in cui vive. Consideriamo anche che più il bimbo passerà del tempo con mamma e papà durante il giorno, più sarà appagato sotto questo punto di vista e meno soffrirà il “distacco” dovuto all’addormentamento.

Fai della buona notte un momento speciale
Dovrebbe essere il momento per te di interagire con tuo figlio in modo sicuro e amorevole, ma fermo.

Assicurati che i tuoi figli svolgano attività interessanti e varie durante il giorno, tra cui l’attività fisica e l’aria fresca.

Non riempire il letto di tuo figlio con i giocattoli
Il letto è un posto dove dormire, non dove giocare. Troppi giocattoli nel letto possono essere fonte di distrazione. Uno o due oggetti transizionali – come un doudou un libro speciale – vanno bene e possono aiutarlo a gestire l’ansia da separazione. I bambini di età inferiore a 4-6 mesi, per dormire in sicurezza, dovrebbero dormire in una culla vuota.

Non minacciare mai tuo figlio di mandarlo a dormire se non si comporta bene
L’ora di andare a letto deve essere un momento sicuro, amorevole, non una punizione. Il tuo obiettivo è comunicare ai tuoi figli che è bello andare a letto, così come lo è per noi adulti. Se la sensazione di andare a letto è una buona sensazione, il bambino si addormenterà più facilmente.

Mettilo a dormire ai primi segnali di stanchezza
Un bambino molto stanco è più irritabile e nervoso e quindi più difficile da far addormentare. È quindi preferibile evitare giochi troppo turbolenti o eccitanti nelle due ore che precedono il sonno.

Controlla la temperatura della stanza
Dormiamo tutti meglio in una stanza fresca, compresi i bambini. Cerca di mantenere il termostato tra i 18 -20 gradi.

Aiutalo a trovare il ciuccio
Se tuo figlio si sveglia perché ha perso il ciuccio puoi insegnargli dove trovarlo: metti un paio di ciucci in un angolo del lettino e ogni volta che ne perde uno di notte, aiutalo a trovarlo guidando la sua mano nell’angolo in cui lo hai posizionato. In questo modo imparerà dove si trovano i ciucci e quando ne perde uno, può trovarne un altro e tornare a dormire.

La routine della nanna per i bambini più grandi

Rituali della buonanotte sempre uguali a se stessi e gesti che si ripetono giorno dopo giorno aiutano il bambino a raggiungere una condizione di relax che favorisce il sopraggiungere del sonno.

  • Fai dormire il bambino sempre nello stesso ambiente
  • Scegli il momento “giusto”, ognuno di noi, fin da piccolo, ha una sorta di orologio biologico interno che determina i ritmi di sonno e veglia
  • Non fate giochi agitati prima di andare a nanna
  • Ai primi segnali di stanchezza cominciate il vostro rituale
  • Proponi a tuo figlio attività calme, tranquille, come leggere, raccontare storie o cantare ninna nanne, raccontarsi gli avvenimenti più importanti della giornata
  • Se tuo figlio non ama qualche aspetto della routine della buonanotte, affronta quello per primo. Per esempio, se non gli piace che gli lavi i denti, fallo subito dopo il bagnetto, non dopo aver letto due libri e averlo fatto accoccolare tranquillo
  • Racconta sempre al tuo bambino cosa stai/state facendo, fallo con voce calma e rilassante, coinvolgilo nelle cose che stanno per accadere

Di seguito puoi trovare alcune attività da inserire nella vostra routine della buona notte:

  • fare il bagnetto
  • mettere il pigiama
  • lavarsi i denti
  • andare sul vasino
  • fare un massaggio
  • leggere un libro
  • cantare la ninna nanna
  • fare un gioco tranquillo
  • raccontare una storia
  • ascoltare la musica
  • raccontarsi degli avvenimenti più importanti della giornata
  • abbracci e baci

Con il passare del tempo è possibile che il rituale venga messo a dura prova “devo andare in bagno, ho sete, un’altra storia, ho paura..”. E’ compito dei genitori capire perché stia succedendo ciò per capire come intervenire.

Miti sul sonno dei bambini

Mito n. 1: se il tuo bambino non dorme, aumenta le quantità di cibo! Questo risolverà le tue notti difficili!

Il sonno del bambino è più complesso di così! Non basta riempire la pancia del piccolo.

Il cibo è parte vitale dello sviluppo di tuo figlio, ma svezzarlo non sarà la soluzione per ridurre i risvegli notturni.

Per i bambini di età superiore ai 4 mesi, la durata del sonno dipende prevalentemente dalla maturità cerebrale e dalle abitudini apprese, meno dalla quantità del cibo.

Ciò non significa che tutti i bambini di età superiore ai 4 mesi dormiranno 12 ore, alcuni potranno richiedere ancora una, due o tre poppate. Ma sovralimentare il bambino prima di metterlo a nanna non è probabilmente la strada da percorrere.

Se pensi che tuo figlio si stia svegliando per la fame, puoi provare a fare l’allattamento “a grappolo” (offrendo più poppate prima di coricarsi).

Se tuo figlio, dopo i 6 mesi, fa ancora fatica a dormire per più di due ore di seguito, potrebbe essere arrivato il momento di concentrarsi sulle sue modalità di addormentamento, sulle sue abitudini e sulla routine.

Ecco alcune attenzioni per migliorare le vostre notti:

  • Routine della nanna coerente: crea una serie di eventi che suggeriscono al cervello del tuo bambino che il sonno è in arrivo
  • Ambiente favorevole al sonno: crea una stanza fresca e buia per il comfort e il relax
  • Controlla che tuo figlio non abbia troppo caldo, potrebbe svegliarsi spesso perché ha sete!
  • Dagli la possibilità di addormentarsi in modo indipendente: accompagnare i bambini a sviluppare questa capacità è la base per un sonno più sereno
  • Calorie adeguate durante il giorno: offri seno o la formula ogni 2,5-4 ore durante il giorno in base agli stimoli della fame. Certo, i solidi sono importanti quando il bambino ha l’età appropriata, ma il tuo bambino potrebbe avere ancora bisogno del latte.
  • Riduci gradualmente la quantità di calorie notturne in modo che il bambino consumi la maggior parte delle calorie durante il giorno.

 

Mito n. 2: tenere in braccio, cullare e portare il bambino sono cattive abitudini che ostacoleranno il sonno di tuo figlio

Questi metodi sono assolutamente appropriati per lo sviluppo dei più piccoli! Non c’è alcun motivo per sentirsi in colpa se il tuo cucciolo si addormenta tra le tue braccia. Quando lo coccoli e gli stai vicino metti le basi per un sonno sereno.

Le coccole per bambini sono speciali…

Così speciali che alcune di voi hanno trascorso gli ultimi 10, 20 o 30 anni sognando di tenere in braccio il vostro piccolo.

Così speciali che alcune di voi hanno speso 10, 20 o 30 mila euro per avere e stringere il proprio piccolo.

Così speciali che alcune di voi hanno attraversato perdita dopo perdita e quel dolce bambino tra le braccia è il balsamo più dolce di sempre.

Così speciali che sei diversa dopo aver tenuto tra le tue braccia quella vita preziosa.

Allora, perché gli altri – persone, libri, esperti, programmi – possono farci sentire come se stessimo creando una cattiva abitudine solo perché vogliamo tenere in braccio i nostri bambini? Tenere in braccio il bambino è bene! Non è l’inizio della fine!

 

Mito n. 3: il mito della melatonina: integratori che non dovrebbero essere usati nei bambini

Molti genitori si rivolgono al pediatra (quando il bambino non dorme bene o a sufficienza) per ricevere aiuto. Il pediatra, a cui spesso sfuggono le mille sfaccettature del sonno, consiglia, senza colpo ferire, l’uso di melatonina.

La melatonina è un ormone prodotto da una ghiandola posta alla base del cervello chiamata ghiandola pineale o epifisi ed è considerato l’ormone responsabile del ritmo circadiano sonno-veglia nei mammiferi. Il rilascio di melatonina è stimolato dal buio e inibito dalla luce: per questo la secrezione dell’ormone aumenta progressivamente nelle ore serali, raggiunge il culmine durante la notte (tra le 2 e le 4 a.m.), scende al minimo la mattina e rimane molto bassa durante il giorno. In condizioni di oscurità, quando le cellule nervose della retina non vengono più colpite dalla luce, l’epifisi viene stimolata a produrre melatonina. Grazie dunque alla secrezione di questo ormone, sulla base dell’alternarsi della luce e del buio, viene regolato il ritmo sonno-veglia in quasi tutti gli esseri viventi.

Il cervello dei bambini nei primi tre mesi di vita non produce la melatonina e per i bambini non c’è dunque differenza tra giorno e notte! Si svegliano spesso giorno e notte per nutrirsi, essere confortati, cambiati…..

In un articolo del New York Times all’inizio di quest’anno, la dott.ssa Judith Owens, direttrice del Center for Pediatric Sleep Disorders presso il Boston Children’s Hospital, ha dichiarato: “Non sappiamo quali siano i potenziali effetti a lungo termine della melatonina in particolare parlando di bambini piccoli. I genitori devono sapere che le evidenze scientifiche disponibili sono troppo limitate per poter definire la reale efficacia della melatonina nell’insonnia dei bambini “sani”, quelli cioè che semplicemente fanno fatica a dormire”. La melatonina infatti andrebbe somministrata solo in caso di comprovata carenza individuale!

Uno studio del Medical Center dell’Università del Maryland suggerisce che a dosi elevate la melatonina può causare convulsioni e altre ricerche suggeriscono che il suo uso potrebbe potenzialmente influenzare lo sviluppo del sistema riproduttivo, cardiovascolare, metabolico e immunitario del bambino e potrebbe essere collegato alla pubertà prematura.

Semplicemente non ci sono prove sufficienti che gli integratori di melatonina siano sicuri per neonati o bambini.

Insomma, non è con le pillole che si risolve la questione nanna ma con la comprensione, la pratica e il supporto. Mamma e papà possono stabilire sane abitudini di sonno a beneficio di tutta la famiglia.

Quindi, quando cala la luce del giorno faccio in modo che il mio bambino non sia sottoposto a luci forti, né a quelle blu dei tablet e della tv.

Abbasso le luci in casa e favoriscono un processo naturale del suo corpo!

 

Mito n. 4: per evitare che tuo figlio si svegli troppo presto, tienilo sveglio più a lungo!

Spesso ti dicono: “Tuo figlio va a dormire troppo presto”, a dirlo sono coloro o che non hanno figli o che li hanno così grandi da non ricordare di cosa hanno bisogno i cuccioli.

Ma la realtà è basata sulla scienza. Un bambino che resta sveglio troppo a lungo diventa troppo stanco, riceve una dose extra di cortisolo che rende più difficile il rilassamento.

Pensa a come ti sentivi quando ti preparavi per uscire tardi il sabato sera dopo una lunga giornata. Prima di uscire, tutto ciò che desideravi era entrare nel tuo comodo letto … poi invece ti preparavi, uscivi, ti tornavano le energie e la notte si rivelava così esplosiva che finivi a ballare sui tavoli o cose simili!!!

Posso dirti per esperienza personale: ogni volta che vado a letto troppo tardi, sono più irrequieta e non riesco a lasciarmi andare così velocemente. E io sono adulta! Immagina come possa sentirsi un bambino piccolo!

I bambini vanno messi a letto quando manifestano i primi segnali di stanchezza, se aspettiamo troppo avranno un ritorno di energia che però si concluderà con molto nervosismo e a quel punto sarà più complicato l’addormentamento.

Domande e risposte

  • Offrigli un posto dove sia più facile per lui rilassarsi.
    Di solito è la propria casa, nella culla o nel letto. Dormire sempre nello stesso posto rassicura il bambino.
  • Rispetta i suoi ritmi di sonno
  • Assicurati che tuo figlio faccia un sonnellino quando è stanco. Tutti noi abbiamo un orologio interno (ritmi circadiani) che ci fa sentire assonnati in determinati momenti, se lo rispettiamo otteniamo un sonno più lungo e rigenerante.
  • Evita la rigidità
    L’ora di andare a letto dovrebbe tener conto di come è andata la giornata, se il tuo bambino ha dormito poco durante il giorno è possibile che la sera mostri segnali di stanchezza prima del solito…sii flessibile, non tenerlo sveglio a tutti costi per rispettare un orario prefissato.
  • Attua una routine coerente e rilassante
    Questo aiuterà tuo figlio a sapere quando aspettarsi di essere messo a letto. Questa routine non deve essere complicata, es. pannolino, pigiamino, lettura di un libro, ninna nanna ed essere coricato quando è assonnato, ma ancora sveglio.

Un pisolino dovrebbe durare circa 50/60 minuti per essere riposante. Se ti precipiti a prendere tuo figlio appena si sveglia dopo un breve pisolino, penserà che il pisolino sia finito oppure potrebbe non avere l’opportunità di provare a riaddormentarsi da solo. Aspetta qualche minuto, se avrà bisogno di te ti chiamerà!

Puoi impostare alcune regole che descrivono la routine della buonanotte e il comportamento durante la notte, includendo solo le regole che farai rispettare al 100%.

Ad esempio: “Mi laverò i denti, leggerò un libro, prenderò dell’acqua, andrò a letto, mi metterò a letto e rimarrò lì finché mamma o papà non spegneranno la luce. Se mi sveglio mamma o papà verranno da me, mi faranno compagnia fino a quando non mi sarò riaddormentato”.

Se/quando viene da te prendilo in braccio o per mano, accompagnalo nel suo letto senza parlare, bacialo, stai con lui se ha bisogno di conforto e rassicurazione, altrimenti puoi tornare a letto.

La prima notte potresti doverlo riportare indietro 30 volte, ma se sarai accogliente e disponibile, il tuo bambino rimarrà nel suo letto dopo alcuni giorni.

Come sempre è importante la flessibilità e l’adattamento reciproco.

La risposta è NO, ecco perché:

  1. È contro l’istinto materno
    L’istinto materno è un’arma potente che la natura ci ha dato per proteggere i nostri bambini e sapere cosa è meglio per loro senza pensarci troppo. Bene, ascoltare le urla del bambino che piange nell’altra stanza è insopportabile per tutte le madri. Dubito che una madre possa dire onestamente che si sente bene quando il suo bambino piange disperatamente (da solo) per qualsiasi motivo.
  2. Aumenta il rischio di SIDS
    Piangere è un’azione fisica che evoca risposte fisiche nel corpo. Innanzitutto, il livello degli ormoni dello stress sale alle stelle. Quindi, la frequenza cardiaca del bambino aumenta. Tutto questo è seguito da un aumento della temperatura corporea e, rispettivamente, della pressione sanguigna. Il risultato? Il bambino può surriscaldarsi e persino vomitare come risposta al grande disagio che il suo corpo sta vivendo, ponendo un potenziale rischio di SIDS.
  3. Mina la fiducia
    Sai qual è una delle cose più importanti che un bambino impara (o non riesce a) nel suo primo anno? Impara come stabilire la fiducia (nel mondo, nei suoi genitori, così come in se stesso).
    Di cosa ha bisogno un bambino durante il suo primo anno per imparare che il mondo è un posto sicuro? Ha bisogno che i suoi bisogni siano soddisfatti con cura, amore e sostegno.
    Quando lasci che il tuo bambino pianga per dormire, stai praticamente ignorando i suoi bisogni, minando la sicurezza in se stesso e nell’ambiente che lo circonda.
  4. Influisce negativamente sull’allattamento al seno
    Lasciare che il tuo bambino pianga per dormire influisce negativamente sull’allattamento al seno, creando la cosiddetta credenza “scarsa disponibilità”. L’allattamento al seno funziona in modo molto simile al commercio, si basa sulla legge della domanda e dell’offerta. Quando ignori i bisogni del tuo bambino (lasciandolo piangere), stai mentendo al tuo corpo dicendogli che tuo figlio ha bisogno di meno latte materno. In risposta, il tuo corpo produce meno latte!
    Per una sana crescita emotiva e fisica non lasciar piangere il tuo bambino, chiediti quale sia la causa del suo disagio e intervieni per soddisfare i suoi bisogni.

Ogni persona unica e ha bisogno di quantità diverse di sonno. Ricorda che le tabelle che descrivono la quantità media di sonno per ogni fascia d’età sono proprio questo: delle medie. Questi non sono numeri magici. Il modo migliore per capire se tuo figlio sta dormendo abbastanza è guardare come si comporta quando è sveglio.

ETÀORE DI SONNO
Neonato14-16 ore (sonnellino ogni 2 ore circa)
6 mesi11-12 ore di notte e 3 ore di giorno (passaggio da vari pisolini brevi a due lunghi)
12 mesi11-12 ore di notte e 2 ore diurne (passaggio da 2 a 1 pisolino)
3 anni10 ore e mezzo di notte + 1 sonnellino diurno di 1 ora a mezzo
4-5 anni9-10 ore di notte (di solito eliminato sonnellino diurno)

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