Travaglio e parto

Come doula posso accompagnare la donna o entrambi i genitori al momento del parto, dando il cambio al papà quando è stanco e ha bisogno di una pausa. Una donna non deve sentrsi sola e se la paura sopraggiunge serve una persona di fiducia che le stringa la mano e la incoraggi.

Quando accompagno una donna in sala parto le offro un sostegno fisico: massaggiandola, rinfrescandola, sostenendola mentre ha le contrazioni o durante le spinte. Subito dopo il parto, in caso bisogno, posso aiutare nell’avvio dell’allattamento.

Se la mamma partorisce tramite parto cesareo posso assisterla mentre è in ospedale, fornendo inoltre un valido sostegno all’avvio dell’allattamento.

Federica

Le mani della “mia” doula sono state la roccia cui aggrapparmi per non essere travolta dalle ondate di dolore. La sua voce mi ha rassicurato quando intorno mi urlavano la mia inadeguatezza e mi ha spronato quando le forze sembravano finire. I suoi occhi hanno visto i miei figli prima di me e me li hanno raccontati. Sapere che lei prima di me aveva provato quel dolore e quella paura mi ha fatto sentire compresa ed accolta. La certezza che lei non mi avrebbe abbandonato, che non avrebbe ceduto, mi ha dato la forza per non mollare. La sua presenza durante il parto ha fatto la differenza fra un’esperienza traumatica ed una dolorosa ma magica.

 

Sonia

Entro in sala parto alle 10 con il mio compagno, i dolori sono ancora sopportabili, scherziamo con l’infermiera e l’ostetrica.
Quando arrivano le contrazioni che mi piegano in due, il mio compagno mi massaggia la schiena, anzi la “coda”, come ci ha spiegato la doula e funziona alla grande.
Dopo circa 40′ le contrazioni aumentano di intensità e mi passa la voglia di scherzare e chiedo al mio compagno di far entrare Olga, la doula.
Appena la vedo mi sento rassicurata e serena, sono pronta, c’è la posso fare.
Scelgo naturalmente la posizione accovacciata e ad ogni contrazione spingo fuori l’aria e giù il mio bambino; i miei occhi sono chiusi, ormai si è aperta un’altra parte di me, quella nascosta ed istintiva.
Lei mi è sempre accanto: le sue mani massaggiano la mia coda; sento le sue parole, le visualizzazioni e gli esercizi di training; anticipa quasi i miei pensieri e i miei bisogni: mi da acqua da bere, mi rinfresca, mi sostiene quando cambiamo posizione, siamo una persona sola.
Siamo due donne profondamente vicine e coinvolte nel far nascere il mio bambino.
Ogni tanto apro gli occhi e vedo un po’ di gente intorno a me, li sento bisbigliare, ma io voglio e ho bisogno solo di lei.
Mi mettono sul lettino per la visita e lei mi ricorda che cosa voglio fare, di non perdere di vista il mio desiderio, mio figlio non nascerà lì sopra.
Ma io sono stanca, tanto stanca e inizio a pensare e a credere di non essere in grado di sopportare tanto dolore. Lei crede in me e la sua voce all’ orecchio mi dice di non mollare, ci siamo quasi, un ultimo sforzo.
Un po’ di ossitocina per allungare le contrazioni e giù dal letto per far nascere questo bambino.
Mi sento morire, sento la testa del bambino e ad ogni spinta lo sento scendere sempre di più, che bruciore insopportabile!!!Sono senza via d’uscita non posso far altro che continuare a spingere mentre Olga mi dice “vedo la testa”.
Raccolgo le ultime forze e spingo e urlo e spingo ancora e finalmente lo sento sgusciare fuori di me. Che meraviglia! Il dolore è magicamente scomparso e al suo posto c’ è il mio bambino che ho sognato ed immaginato per nove mesi e ora è lì: mi comunicano che è un maschio, è una sorpresa, non avevamo voluto saperlo.
Salgo nuovamente sul lettino per espellere la placenta, mentre consegnano Leonardo ad Olga: non potrei essere più felice di vedere il mio piccolo tra le braccia di chi per tanto tempo si è occupata di “noi” e che ha ritagliato un posto nel suo cuore anche per lui.
Sono già mamma di un bambino di 5 anni e la sua nascita è totalmente diversa da questa: ho potuto sperimentare una consapevolezza delle mie capacità e risorse che mai avrei creduto di avere, il sostegno della doula è stato indispensabile. Non potrò mai dimenticare quel giorno e quell’atmosfera in sala parto.
Grazie, grazie di cuore per le forti emozioni e per il bellissimo ricordo.
Oggi Leonardo è un bambino sano e felice di 5 mesi che conserva il ricordo di una nascita felice e rispettata